Giovedì 15 Agosto 2024
Assunzione della Vergine Maria
1era lettura: Apocalisse 11,19a;12,1-6a.10ab
Psaume : 44, (45),11-12a,12b-13,14-15a,15b-16
2esimo lettura: 1 Corinzi 15,20-27a
Vangelo: Luca 1,39-56
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Quest'anno i nostri ricordi sono pieni delle tante imprese degli atleti durante i Giochi Olimpici. È bello ammirare tutto il lavoro che questo rappresenta e tutta la bellezza dell'umanità che lì si manifesta, poter contemplare il frutto della perseveranza nel lavoro, nella formazione. Vengono pubblicati molti articoli di giornale... Vorrei solo citare il brano di un opinionista del primo numero di Corinzi-Futuro, un certo Paolo di Tarso che scrive:
« Sapete bene che, allo stadio, tutti i corridori partecipano alla corsa, ma solo uno riceve il premio. Quindi corri per poter vincere. Tutti gli atleti in allenamento si impongono una severa disciplina; loro lo fanno per ricevere una corona d'alloro che appassisce, e noi per una corona che non appassisce. Io, se corro, non è senza pormi l'obiettivo; Se combatto, non è colpendo il vuoto. Ma tratto duramente il mio corpo, lo rendo mio schiavo, per evitare di essere squalificato dopo aver annunciato il Vangelo agli altri. »
Sì, contemplando l'opera di questi atleti, possiamo interrogarci, come fa san Paolo nella prima Lettera ai Corinzi (1 Cor 9,24-27), sul nostro modo di allenarci per raggiungere la vera vittoria che è quella il Regno.
Recentemente mi è passato davanti agli occhi un disegno che rappresenta i tre vincitori di una manifestazione sul podio, ma in questo disegno li vedevamo da dietro e vedevamo anche cosa succedeva sotto i tre gradini; e vi erano rappresentati una moltitudine di gradini in basso, sotto terra che non possiamo vedere, sui quali erano segnati: resistenza, perseveranza, lavoro, rinuncia, eccetera, eccetera…Qualunque cosa abbiano dovuto fare questi atleti per arrivare dove sono, ed è ciò che ci dice San Paolo. E cosa facciamo per arrivare in paradiso? Perché fratelli e sorelle, vi invito ad essere ambiziosi e ad avere il Cielo come vostra ambizione.

Venendo a celebrare l'Assunzione della Vergine Maria, arriviamo a contemplare che una di noi, la prima dei salvati, è giunta al termine del cammino: nel suo corpo e nella sua anima, tutta la sua persona è glorificata dalla gloria di Dio. Questo è ciò che contempliamo oggi, questo è il nostro futuro che contempliamo oggi.
Di questo cielo, di questo bel cielo, della nostra Patria, Santa Teresa ne ha un grande appetito. Questo emerge ancora e ancora sotto la sua penna. Nel manoscritto A, quando ricorda la vacanza trascorsa a Trouville e la scoperta del mare, scrive questo:
«[22r] La sera, nell'ora in cui il sole sembra bagnarsi nell'immensità delle onde lasciando davanti a sé un solco luminoso, andai a sedermi tutto solo su uno scoglio con Paolina... Allora mi ricordai del commovente racconto “Dal solco d’oro!…” Ho contemplato a lungo questo solco luminoso, immagine della grazia che illumina il cammino che deve percorrere la piccola nave dalla leggiadra vela bianca… Vicino a Paolina, ho deciso di non distogliere mai la mia anima dallo sguardo di Gesù, affinché possa navigare in pace verso la Patria del Cielo!..."
E in una lettera a sua sorella Léonie, Suor Thérèse-Dosithée, dice:
OH ! com'è dolce pensare che navighiamo verso l'eterno lido!... (LT 173)
Sì, fratelli e sorelle, questo illumina tutto il senso della nostra vita: siamo stati fatti per condividere la gloria di Dio. Ciascuno di noi è stato creato, è stato voluto da Dio, affinché Dio ci riveste della sua gloria affinché tutti potessimo godere appieno della vita. E affinché possiamo godere appieno della vita, Dio si è fatto uomo per insegnarci, nella concretezza della nostra umanità, cosa significa vivere come Dio, cosa significa “imitare Dio”, come abbiamo ascoltato domenica scorsa.
La Vergine Maria è per noi modello perché ha fatto questo. Perché in questa grazia particolare che è sua, quella dell'Immacolata Concezione, Ella ha conservato questa grazia vivendo in comunione con Dio. E la Vergine Maria ha vissuto questa vita come la nostra, in quello che Teresa chiama “il cammino comune”. Dopo che Maria ha accolto nell'Annunciazione il Verbo di Dio che si è fatto carne in Lei, cosa ha fatto di eccezionale? Niente. Ha vissuto la sua vita di donna, moglie, madre, vedova, con discrezione, nella vita ordinaria, mantenendo fede alla promessa. E ciò che ha fatto di straordinario è stato vivere interiormente il Mistero della Croce. Quando ai piedi della Croce, davanti al Figlio morto, anche in essa, sembra squarciata la parola di Dio, la promessa dell'Annunciazione - “Egli regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe, il suo regno non avrà fine” – questa parola sembra impossibile da ricevere. Eppure Maria conserva la fede...
Analogamente, quando Teresa, dopo la Pasqua del 1896, entrerà in questa prova di fede e di speranza, quando non vedrà più questo “bel Cielo” al quale tanto aspira, conserverà la sua fede in Gesù aggrappata a Lui, sempre con accanto la Vergine Maria. a lei. Vi leggo alcuni versi dell'ultima poesia di Teresa che mettono in risalto l'ordinario della Vergine Maria:
2. È necessario che un bambino possa amare sua madre
Lasciala piangere con lui, condividere il suo dolore
Credermi tuo figlio non è difficile per me
Perché ti vedo mortale e sofferente come me….
8. Oh! che amo, Marie, il tuo silenzio eloquente,
Per me è un concerto dolce e melodioso
Chi mi parla di grandezza e onnipotenza
Di un'anima che attende solo l'aiuto del Cielo...
17. Il numero dei piccoli è molto grande sulla terra
Possono alzare gli occhi su di te senza tremare
È per via comune, Madre incomparabile
Per favore, cammina per guidarli in Paradiso.
18. Aspettando il Cielo, o mia cara Madre,
Voglio vivere con te, seguirti ogni giorno...
Maria che ha vinto mantenendo questa fede ardente e lasciandosi costantemente salvare da Dio, Maria che ha così calpestato la testa del serpente, che ha così schiacciato il drago, Maria ci accompagna e ci insegna a conquistare noi stessi la vittoria, perché noi l'ho sentito in seconda lettura: Cristo dovrà regnare fino al giorno in cui Dio avrà messo tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi. Ma come fa Dio a porre tutti i suoi nemici sotto i piedi di Cristo? È attraverso il combattimento spirituale dell'intero corpo della Chiesa di cui siamo membri. È attraverso di noi, con noi e in noi, che Cristo sta ottenendo la vittoria su tutte le forze del male, nella misura in cui operiamo attraverso Gesù, con Gesù e in Gesù. È attraverso la nostra fede in Gesù, che si traduce in carità concreta, che Teresa ci insegna attraverso i suoi diversi scritti. È in questa fede che agisce attraverso la carità che permettiamo a Dio di ottenere la vittoria sul male per tutta l'umanità. E se Teresa è così ardente di guadagnare il Cielo, non è solo per se stessa e non è innanzitutto per lei, è perché tutti gli uomini si salvino. Offre tutta la sua vita per la salvezza delle anime. E dice molto chiaramente che se dovesse lavorare di più restando su questa terra che andare in Paradiso, preferirebbe restare su questa terra. Fratelli e sorelle, contemplando l'Assunzione della Vergine Maria si rinnova tutto il senso della nostra esistenza. Qual è lo scopo di tutto ciò che facciamo? Ciò deve servire a cooperare all'opera di Cristo per la salvezza del mondo intero.
Nessuno di noi è impotente nel cambiare il volto del mondo. Ciascuno di noi attraverso la propria conversione, attraverso la cooperazione con Cristo, nella fede, nella speranza e nella carità, contribuisce a rendere questo mondo migliore e più bello.
E cito ancora queste magnifiche parole di Papa Benedetto XVI nel numero 31b dell'enciclica Deus caritas è : “Rendiamo il mondo un posto migliore solo facendo del bene adesso, personalmente, con passione, ove possibile”.
Nessuno di noi disperi in questo giorno né della nostra salvezza né di quella del mondo.
Non lasciamoci scoraggiare dal modo in cui i media riportano le notizie dal mondo.
E quando leggiamo i giornali, quando guardiamo questo o quel sito, facciamolo sempre con Gesù e nella contemplazione di questa santa Vergine beata nell'Assunzione che ci indica verso cosa stiamo camminando.
Per concludere lascio la parola a Teresa nel finale della sua quinta ricreazione, Il divino piccolo mendicante di Natale — è un angelo che parla:
Se sei ancora fedele
Per compiacere il Dolce Agnello
L'amore ti darà le ali
E puoi volare in alto
Un giorno nella Santa Patria
Dopo l'esilio
Vedrai Gesù e Maria
Così sia!...
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