Dimanche 28 décembre 2025
La Sacra Famiglia – Anno A

Omelia di Padre Emmanuel Schwab

1era lettura: Siracide 3, 2-6.12-14
Salmo 127 (128), 1-2, 3, 4-5
2esimo Lettura: Colossesi 3:12-21
Vangelo: Matteo 2,13-15.19-23

È dunque innanzitutto lontano dalla terra promessa, lontano da Gerusalemme, che Gesù crescerà e che nella sua umanità imparerà a conoscere la vita dei figli d'Israele. 

È in Egitto, dove si trovano insediamenti ebraici, ma è in Egitto, lontano dalla terra promessa, dove i suoi antenati erano stati tenuti schiavi dal faraone, che Gesù crescerà. 

È nella casa in cui è nato, la casa di Maria e Giuseppe, che Gesù nella sua umanità impara a pregare, impara la Storia Sacra, impara i Salmi. 

Egli è un emigrante tra altri emigranti, ed è all'interno della struttura familiare che Gesù, in quanto uomo, riceve la rivelazione che dura fin dai tempi di Abramo. 

La famiglia è veramente l'unità fondamentale della società voluta da Dio. Il Libro della Genesi, nel secondo e più antico racconto della Creazione, descrive la creazione dell'umanità, maschio e femmina, in vista della comunione, in vista dell'alleanza tra uomo e donna. " È per questo"Dice il libro." L'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e diventeranno due vermi di una sola carne. «(Gen 2,24), quest'unica carne si riferisce sia alla comunione degli sposi sia al figlio che può nascere dalla loro unione. È all'interno di un nucleo familiare che Dio si è fatto uomo».

All'interno di questa unità familiare si impara ad amare. In un discorso di ottobre, Papa Leone XIV ce lo ha ricordato, e cito:

In una società che spesso esalta la produttività e la velocità a scapito delle relazioni, diventa urgente restituire tempo e spazio all’amore che impariamo in famiglia, dove si intrecciano le prime esperienze di fiducia, di dono e di perdono, che costituiscono il tessuto della vita sociale. (Leone XIV – Discorso di Papa Leone XIV ai docenti e agli studenti del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia — Venerdì 24 ottobre 2025)Questo è ciò che abbiamo ascoltato nella seconda lettura, dove Paolo, nel capitolo terzo della Lettera ai Colossesi, dopo averci ricordato all'inizio del capitolo che viviamo già della risurrezione mediante il battesimo, descrive poi l'intera battaglia spirituale. E lì, abbiamo ascoltato la parte in cui ci ricorda cosa bisogna fare. Dopo aver descritto come combattere contro il peccato, come combattere contro ciò che si oppone alla verità dell'amore, ora ci invita, come abbiamo ascoltato, per rivestirci di tenerezza e compassione (letteralmente, l'espressione è molto audace: vestirsi) dalle profondità della misericordia, che si riferisce ad altre parole in ebraico in cui ci viene detto del viscere di misericordia di Dio per parlare dell'amore di Dio). «Rivestitevi di tenerezza, compassione, gentilezza, umiltà, dolcezza e pazienza».Qui riconosciamo ciò che Paolo descrive nella lettera ai Galati riguardo al frutto dello Spirito Santo (5,22). Questo è principalmente ciò a cui le nostre famiglie sono chiamate perché nel battesimo siamo "messi" con Gesù e perché lo Spirito Santo, donatoci, in particolare nel necessario sacramento della Confermazione, dispiega in noi la carità di Dio – l'amore con cui Dio ama – per permetterci di amare come Gesù ci ha amato e di adempiere al comandamento nuovo del Vangelo. 

Quindi si tratta di sostenerci a vicenda, non alzando le spalle, ma amandoci pazientemente e perdonandoci a vicenda. Letteralmente, si tratta di noi. perdonare da noi perdono gli uni gli altri come il Signore ha fatto perdonatoNelle nostre famiglie, si tratta di mostrarci a vicenda l'amore di Gesù, non a parole, ma attraverso il modo in cui ci amiamo. E soprattutto, ci deve essere amore: abbiamo tradotto amore, sì, ma la parola greca è... l'agapeLa carità, questa carità di Dio, questo amore di Dio riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo (cfr Rm 5,5), questo amore di Dio nei nostri cuori senza il quale tutte le nostre azioni sono vane. È quanto descrive Paolo nel capitolo 13 della Prima Lettera ai Corinzi: “Anche se avessi tutta la fede da trasportare le montagne, anche se distribuissi tutte le mie ricchezze agli affamati, anche se fossi bruciato vivo, se mi mancasse la carità, niente mi gioverebbe.”

Ed è questa carità che è il vincolo più perfetto e che stabilisce la comunione. 

La Sacra Famiglia ha vissuto questa comunione. La Sacra Famiglia ha vissuto questa carità quotidianamente, e Teresa, quando pensa alla Sacra Famiglia, come quando pensa alla Beata Vergine, ama guardare all'ordinarietà di questa vita. 

Il 20 agosto 1897, mentre si trovava in infermeria, disse (almeno questo è ciò che Madre Agnes annotò):

…Ciò che mi conforta quando penso alla Sacra Famiglia è immaginare una vita del tutto normale. Non tutto ciò che ci viene detto, tutto ciò che diamo per scontato. 

[…] Ma no, tutto nella loro vita è accaduto esattamente come nella nostra. (CJ 20.8.14)

Ciò che ci serve da modello nella Sacra Famiglia è proprio la carità vissuta quotidianamente nei compiti più ordinari. E Paolo continua: "Vivi nella gratitudine." Non ci dice di vivere mormorando, di vivere nella paura, di vivere nella preoccupazione... no: di vivere nel ringraziamento, cioè di vivere dicendo grazie. Vivere come un continuo ringraziamento a Dio per ogni cosa. Perché? Perché l'amore di Dio non ci abbandona mai, perché il Signore ci ama costantemente con il suo amore misericordioso, e in ogni momento possiamo tornare a quell'amore, e in ogni momento possiamo trovare la presenza del Signore con noi. Paolo continua: "La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente" Sottolineo spesso qui l'importanza per noi di leggere e meditare le Sacre Scritture, perché è la parola di Dio che può trasformare i nostri cuori. che penetra, dice la lettera agli Ebrei,Tutto è scoperto davanti a lei, fino alle giunture delle ossa e delle midolla (Ebrei 4:12-13)La parola di Dio è potente; fa ciò che dice; se la accogliamo con fede, ci trasforma a poco a poco.

Poi: «Istruitevi e ammonitevi a vicenda con ogni sapienza, con salmi, inni e cantici spirituali». Non si tratta di criticare le abitudini degli altri per imporle agli altri; si tratta di esortarci a vicenda sulla base della saggezza di Dio. Si tratta di allenarci a vivere il Vangelo. Quanto è bello quando possiamo dire a una persona cara qualcosa che proviene dal Vangelo: "Hai fatto questo e quello, hai detto questo e quello, ma guarda come non è conforme a ciò che il Signore ci chiama a vivere. Pentiti alla parola del Signore; pregheremo insieme per questo". È così che dovremmo imparare a rimproverarci a vicenda.

"E qualunque cosa diciate o facciate, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui." È in questo clima, in questo stile di vita, che Paolo prosegue dicendo: “Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, perché questo si addice al Signore. Mariti, amate le vostre mogli e non siate ingiusti con loro. Figli, obbedite ai vostri genitori in ogni cosa, perché questo è gradito al Signore. Padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino”.

Ciò che Paolo ci chiama a vivere tra di noi ha senso solo se viviamo di Cristo, se ci convertiamo veramente al Signore e se Lui regna nella vita familiare. Teresa scrive a sua sorella, Suor Agnese di Gesù:

Oh, quanto è esiliata la terra!… Non c’è sostegno da cercare al di fuori di Gesù, perché Lui solo è immutabile. Quale felicità pensare che Lui non può cambiare… Quale gioia per i nostri cuori pensare che la nostra piccola famiglia ama Gesù così teneramente; è sempre la mia consolazione. (LT 104, 5-6 maggio 1890, a Suor Agnese di Gesù) 

Ebbene, in questo luogo dove veneriamo Santa Teresa e le chiediamo di aiutarci ad "amare Gesù e a farlo amare", in questo luogo dove conserviamo con cura le reliquie dei suoi santi genitori, Luigi e Zelia Martin, affidiamoci alle preghiere di questa famiglia così speciale che ha tanto amato il Signore. Chiediamo loro la grazia di saper accogliere l'amore del Signore nelle nostre famiglie, di saper coltivare la presenza di Gesù nel cuore delle nostre famiglie. Affidiamo alla preghiera tutte le famiglie che conosciamo che soffrono di divisione, che soffrono di tensioni, con la certezza che la misericordia di Dio è potente e che il Signore continua a donarsi a noi affinché possiamo amarci veramente gli uni gli altri come Lui ci ama.

Amen