Poesie

Il mio Canto per Oggi

La mia vita è un sol attimo, un’ora di passaggio.
La mia vita è solo un giorno che svanisce e fugge.
O mio Dio, tu sai che per amarti sulla terra
non ho che l’oggi !

Oh, t’amo, Gesù ! L’anima mia a te anela.
Resta per un sol giorno il dolce mio sostegno.
Vieni a regnare nel mio cuore, dammi il tuo sorriso,
solo per oggi.

Che m’importa, Signore, se oscuro è l’avvenire ?
Io pregarti per il domani, oh, no, non posso !
Puro conserva il cuor mio, con la tua ombra coprimi,
solo per oggi.

Se penso a domani, la mia incostanza temo,
e in cuore tristezza e affanno nascere mi sento.
Ma la prova e la sofferenza voglio, Dio mio,
solo per oggi.

Io presto devo vederti sulla riva eterna,
o Pilota Divino che mi porgi la mano.
Sui flutti in tempesta guida la mia nave in pace,
solo per oggi.

Lascia che nel tuo Volto, Signor, io mi nasconda.
Là non udrò più del mondo ogni rumore vano.
Dammi il tuo Amore, la tua grazia serbami,
solo per oggi.

Io tutto dimentico presso il tuo Divin Cuore,
e le paure della notte non temo affatto.
Ah, Gesù, un posto nel tuo Cuore a me concedi,
solo per oggi.

Pane vivo, pane del Ciel, divina Eucaristia,
o Sacro Mistero che l’Amore ci ha donato !
Vieni, Gesù, Ostia Bianca, ad abitarmi il cuore,
solo per oggi.

Degnati, Vite Santa e Sacra, che a te m’unisca
ed il mio fragile tralcio ti darà il suo frutto :
un grappolo dorato potrò, Signore, offrirti
già da quest’oggi.

Ho solo questo giorno fugace per formarti
il grappolo d’amore dove ogni chicco è un’anima.
Dammi, Gesù, il fuoco d’un Apostolo,
solo per oggi.

O Immacolata Vergine, sei la Dolce Stella
che mi dona Gesù e a Lui mi unisce sempre.
Che io riposi sotto il velo tuo, o Madre cara,
solo per oggi.

Sant’Angelo Custode, tu con l’ala coprimi ;
con la tua luce il cammino che seguo illumina.
Vieni a guidarmi i passi e aiutami, ti prego,
solo per oggi.

Senza veli o nubi vederti voglio, Signore,
ma ancora esule languisco da te lontana.
Non mi sia nascosto il tuo viso amabile,
solo per oggi.

A dire le tue lodi volerò io presto.
Quando il giorno senza fine per me scenderà,
allora sulla lira degli Angeli io canterò
l’Oggi Eterno !

Viver d’Amore !…

La sera dell’amore, senza parabole
Gesù diceva : « Se uno vuole amarmi,
la mia Parola nella sua vita accolga.
Io e il Padre verremo a visitarlo.
e, dimora prendendo nel suo cuore,
lo ameremo per sempre, da lui stando !…
Vogliamo che, colmo di pace, resti
nel nostro Amore ! ».

Viver d’Amore è custodire Te,
Verbo Increato, Parola del mio Dio !
Ah, tu sai che t’amo, Gesù divino !
Lo Spirito d’Amor tutta m’infiamma.
È amando Te che io attiro il Padre :
il debole mio cuore lo trattiene.
O Trinità, tu ormai sei prigioniera
del mio Amore !

Viver d’Amore è di tua vita vivere,
Re glorioso, delizia degli eletti.
Tu nascosto nell’ostia per me vivi :
e io voglio per te, Gesù, nascondermi !
Pur occorre agli amanti solitudine,
un cuore a cuore che duri notte e giorno.
Il tuo sguardo è per me beatitudine :
vivo d’Amore !…

Viver d’Amore non è mai qui in terra
un piantare la tenda in vetta al Tabor :
è salire invece con Gesù il Calvario,
è nella Croce scorgere un tesoro !…
A me gioire sarà dato in Cielo,
ove per sempre esclusa è la prova ;
ma nell’esilio voglio col soffrire
viver d’Amore.

Viver d’Amore è dare senza tregua,
senza pretesa di compensi umani.
Ah, senza misura io do, ben certa
che non si calcola quando pur si ama !
Al Cuor Divino, colmo di dolcezza,
ho dato tutto ed or leggera corro
ed io altro non ho che la mia ricchezza :
viver d’Amore.

Viver d’Amore è delle antiche colpe
bandire ogni timore, ogni ricordo.
Dei miei peccati nessun segno vedo :
in un lampo l’amor tutto ha bruciato !
Fiamma Divina, Fornace dolcissima,
nel tuo braciere io dimora prendo !
Nelle tue fiamme libera io canto :
« Vivo d’Amore ».

Viver d’Amore è custodire in sé
un gran tesoro in un vaso fragile.
Mio Amato, estrema è la debolezza mia
sono ben altro che un angelo celeste !
Ma se ogni momento cado e ricado,
tu mi vieni in soccorso e mi rialzi.
Ad ogni istante mi doni la tua grazia :
vivo d’Amore !

Viver d’Amore è navigare sempre,
gioia e pace nei cuori seminando.
Mossa da Carità, Pilota caro,
ti vedo nell’anime mie sorelle.
La Carità è la mia sola stella :
su giusta rotta vogo alla sua luce.
Io sulla vela il mio motto ho scritto :
« Viver d’Amore ».

Viver d’Amore è, mentre Gesù dorme,
trovar riposo sui tempestosi flutti.
Non temere, Signor, che io ti svegli !
In pace attendo il celeste approdo.
Presto la Fede squarcerà il suo velo ;
la Speranza per me è vederti un giorno ;
Carità è una vela gonfia che mi spinge :
Vivo d’Amore !

Viver d’Amore, mio Divin Maestro,
è supplicarti che il tuo fuoco invada
del tuo Sacerdote l’anima sacra :
più puro sia dei Serafini in Cielo !
Glorifica la Chiesa tua immortale ;
non esser sordo, Gesù, ai sospiri miei ;
per lei io, Figlia sua, qui mi immolo :
Vivo d’Amore !

Viver d’Amore è asciugarti il Volto
ottener perdono ai peccatori :
la tua grazia li accolga, o Dio d’Amore,
il tuo Nome in eterno benedicano !.
Mi rintrona nel cuore la bestemmia :
per cancellarla voglio ricantare :
« Il tuo Santo Nome io adoro e amo ».
Vivo d’Amore !

Viver d’Amore è imitar Maria
che di pianto e preziosi aromi bagna
i tuoi piedi divini e, rapita,
coi lunghi suoi capelli li rasciuga ;
poi ella, rotto il vaso, si rialza
per profumare il tuo dolce Volto.
Anch’io il tuo Volto posso profumare
col mio Amore !

« Viver d’Amore, oh, che follia strana ! »,
mi dice il mondo : « Cessate il vostro canto,
e vita e profumi non sprecate più !
Sappiate farne un uso intelligente ! ».
Amarti, Gesù, che perdita feconda !
Tutti i miei profumi sono per te solo ;
senza rimpianti lascio il mondo e canto :
« Muoio d’Amore ! »

Morir d’Amore è assai dolce martirio,
che vorrei appunto per te patire !
Cherubini, accordatevi la lira :
del mio esilio io sento già la fine.
Fiamma d’Amor, continua a consumarmi !
Vita fugace, pesa il tuo fardello !
Gesù Divino, il mio sogno adempi :
morir d’Amore.

Morir d’Amore, ecco la mia Speranza !
Quando spezzate vedrò le mie catene,
sarà Dio la mia grande Ricompensa :
altri beni io non voglio possedere.
Del suo Amore voglio infiammarmi tutta,
voglio vederlo, a Lui per sempre unirmi.
Ecco il mio Cielo, ecco il mio destino: :
viver d’Amore !!!…

La mia Gioia !

Quaggiù ci sono anime
che gioia invano cercano.
Invece per me è il contrario :
la gioia mi sta nel cuore
e non è una gioia effimera :
per sempre la posseggo
e rose di primavera
m’arridono ogni giorno.

Sono troppo felice, è vero :
io sempre il voler mio faccio.
Potrei allora far la triste
e la letizia occultare ?
Mia gioia è il dolore amare :
se pur piango, io sorrido
e accetto riconoscente
le spine e le rose insieme.

Quando s’oscura il Cielo
e par voglia abbandonarmi,
mia gioia è star nell’ombra
e nascondermi ed abbassarmi.
Mia gioia è il Volere Santo
di Gesù, mio amore unico.
Così fiduciosa vivo
e amo la notte come il giorno.

Restar piccola è mia gioia,
così, se cado sul cammino,
rialzarmi posso presto
e Gesù mi prende la mano.
Di carezze ricolmandolo,
io gli dico che è il mio tutto.
Si sottrae alla mia fede ?
Io raddoppio in tenerezze.

Quando a volte verso lacrime,
è mia gioia ben celarle.
Come affascina il soffrire
se di fiori lo si copre !
Soffrir voglio e pur tacere,
consolando il mio Gesù.
Veder godo che sorride,
mentre ho il cuore nell’esilio.

Gioia mia è lottare sempre,
degli eletti generandogli.
Arde il cuor di tenerezza
e ripete al suo Gesù :
« Io per te, Divin Fratello,
« sono felice di soffrire.
« Sola gioia in questa terra
« è poterti rallegrare !

« Ancor molto voglio vivere,
« Signore, se lo desideri.
« Lassù in Ciel vorrei seguirti,
« se piacere ti facesse.
« L’amor, fuoco della Patria,
« non cessa di consumarmi.
« Morire o vivere che conta ?
« Gesù, è amarti la mia gioia ! ».

Perché t’amo, Maria !

lo vorrei, Maria, cantare perché t’amo
e al tuo dolce nome trasalisco in cuore
e ancor perché la suprema tua grandezza
mai potrebbe il mio animo intimidire.
Se nella sublime gloria t’ammirassi
mentre i beati tutti in splendore superi,
mai credere potrei che ti sono figlia :
gli occhi abbasserei innanzi a te, Maria.

Perché un figlio possa amar la madre sua,
essa ha da spartir con lui le pene e piangere.
O Madre amata, sulla straniera riva
quanto tu piangesti per attrarmi a te !
La vita tua nel Vangelo santo medito,
osando guardarti ed accostarmi a te.
Non m’è difficile credermi tua figlia :
mortale e dolente come me ti vedo.

Del Ciel un angelo ti offre d’esser Madre
del Dio che in eterno sempre regnerà ;
ed ecco, Maria, tu scegli - che mistero ! -
della verginità il tesoro ineffabile.
Comprendo, Immacolata, che la tua anima
al Signore è più cara del Paradiso,
che il tuo cuor, ch’è Valle Mite ed Umile,
può contener Gesù, d’Amore Oceano.

T’amo, Maria, quando ti chiami serva
del Dio che tu conquisti con l’umiltà.
Per tal virtù nascosta sei onnipotente
nel tuo cuore attiri la Trinità.
Ecco, t’adombra lo Spirito d’Amore
il Figlio uguale al Padre s’incarna in te.
Egli avrà molti fratelli peccatori,
ché Gesù si chiamerà tuo primogenito !

Madre amata, io nella mia piccolezza
come te possiedo in me l’Onnipotente.
Ma perché son debole io non mi turbo :
i tesori della madre vanno ai figli
e io son figlia tua, diletta Madre.
Mie sono le tue virtù, mio è il tuo Amore !
E quando in cuore mi scende l’Ostia bianca,
di riposar in te crede Gesù Agnello !

Tu mi fai capire che m’è ben possibile
l’orme tue seguir, Regina degli Eletti.
Visibile hai reso la stretta via al Cielo,
praticando sempre le virtù più umili.
Vicino a te, Maria, amo restar piccola :
vedo le grandezze umane tanto vane.
Presso Elisabetta, che ti accoglie in visita,
l’ardente carità imparo a praticare.

Io rapita ascolto, o Regina degli Angeli,
il sacro cantico che dal cuor ti sgorga.
A intonar m’insegni le divine lodi
ed a gloriarmi in Gesù, mio Salvatore.
Le tue parole d’amore, rose mistiche,
profumare dovranno i secoli futuri.
L’Onnipotente ha fatto in te grandi cose
e meditarle io voglio per benedirlo.

Quando Giuseppe il giusto ignora il miracolo
che tu vorresti nell’umiltà celare,
piangere lo lasci presso il Tabernacolo
che vela del Signor la bellezza eterna.
Amo, Maria, l’eloquente tuo silenzio !
Esso per me è dolce concerto armonioso !
Mi dice la grandezza e l’onnipotenza
di chi l’aiuto dal Cielo solo aspetta.

Poi vi vedo, Giuseppe e Maria,
più tardi respinti dagli abitanti di Betlemme.
Nessuno accoglie voi poveri stranieri
nella sua locanda : il posto è per i grandi !
Il posto è per i grandi ; e là in una stalla
la Regina dei Cieli partorisce un Dio.
O Madre cara, quanto m’appari amabile
e come sei grande in un luogo così umile !

Quando io vedo l’Eterno avvolto in fasce
e il vagito sento del Divino Verbo,
o Madre amata, più non invidio gli Angeli :
m’è Fratello amato il forte lor Signore.
Come t’amo, Maria, che il tuo Divin Fiore
fatto hai dischiudere sulle nostre rive !
E amo te che magi e pastori ascolti
e tutto con cura nel tuo cuore serbi !

Amo te che confusa fra l’altre donne
i tuoi passi volgi verso il tempio santo.
E amo te che il Salvator nostro presenti
al santo Vecchio che in braccio suo lo stringe.
Dapprima sorrido ascoltando il suo canto,
ma poi i suoi accenti mi muovono al pianto.
Col profetico sguardo spinto in avanti,
Simeone t’annuncia di una spada i dolori.

Regina dei martiri, fino all’ultima sera
spezza il tuo cuore questa spada crudele.
Ma presto la patria lasciare devi
la furia fuggire d’un re ingelosito.
Nel velo tuo avvolto, Gesù dorme in pace ;
Giuseppe t’esorta a partire di fretta
pronta e obbediente tu subito sei :
tu vai senz’indugio e senza obiettare.

In terra d’Egitto io credo, Maria,
rimane gioioso in povertà il tuo cuore.
Non è forse Gesù la Patria più bella ?
Che t’importa l’esilio se il Ciel possiedi ?
Ma un dolor grande provi a Gerusalemme
il cuore t’inonda come vasto mare :
Gesù si sottrae ’ alla tua tenerezza per tre giorni
e questo è il vero duro esilio !

Infine lo scorgi e la gioia ti porta !
E dici al Fanciullo che i dottori incanta :
« O Figlio caro, perché m’hai fatto questo ?
Tuo padre ed io ti cercavamo in pianto ».
Il Dio Fanciullo (profondo è il mistero !)
risponde alla Madre che le braccia tende :
« Perché mi cercavate ? Devo occuparmi
dell’opera del Padre : l’ignoravate ? ».

M’insegna il Vangelo che cresce in sapienza
Gesù, sottomesso a Maria e Giuseppe ;
il cuore mi dice con qual tenerezza
è sempre obbediente ai genitori amati.
Io ora comprendo il mistero del tempio
le arcane parole del Re Amabile.
O Madre, tuo Figlio ti vuole modello
di chi nella notte Lo cerca con Fede.

Poiché il Re celeste la Madre sua volle
in notte fonda con l’angoscia nel cuore,
è un bene, Maria, soffrire qui in terra ?
Soffrire amando è la gioia più pura !
Gesù può riprendersi quanto m’ha dato :
per me non si spiaccia, tu diglielo pure.
Se pur si nasconde, saprò io aspettarlo
finché non si spenga nel Ciel la mia fede.

So che a Nazaret, Madre di grazia piena,
povera tu eri e nulla più volevi :
non miracoli o estasi o rapimenti
t’adornan la vita, Regina dei Santi !
In terra è grande il numero dei piccoli
che guardarti possono senza tremare.
La via comune, Madre incomparabile,
percorrere tu vuoi e guidarli al Cielo.

Aspettando il Cielo, Madre mia diletta,
con te voglio vivere e seguirti sempre.
Madre, contemplandoti m’immergo estatica
negli abissi d’amore che in cuor ti scopro.
Il materno tuo sguardo scaccia il timore
a piangere e a gioire esso mi insegna.
Le gioie pure e sante non disprezzi,
le condividi, invece, e le benedici.

A Cana gli sposi tu vedendo inquieti
- non possono nasconderlo, manca il vino -
tu sollecita lo dici al Salvatore,
sperando aiuto dal suo divin potere.
Gesù prima pare opporsi alla richiesta :
« Che importa a me e a te, donna ? », egli dice,
ma in fondo al cuore ti sente Madre sua
e per te egli compie il primo miracolo !

Quando i peccatori la dottrina ascoltano
di Colui che nel Cielo vuole pur accoglierli,
con essi stai tu, Maria, sulla collina.
Qualcuno annuncia a Gesù che vuoi vederlo ;
e il Figlio tuo Divino all’intera folla
mostra l’immenso amore che per noi prova :
« Chi m’è fratello, sorella e Madre », dice,
« se non chi compie la mia volontà ? ».

Vergine Immacolata, Madre dolcissima,
all’udir Gesù non ti rattristi affatto,
anzi t’allieti ch’Egli ci faccia intendere
che sua famiglia è quaggiù l’anima nostra.
Sì, tu t’allieti che Egli la vita doni
della divinità i tesori immensi.
Come non amarti, Madre mia diletta,
per tanto tuo amore e tanta umiltà ?

Maria, ami noi come Gesù ci ama
accetti di staccarti da Lui per noi.
Amare è dare tutto e donar se stessi.
Tu l’hai mostrato restando nostro aiuto.
Sapeva il Salvatore la tua dolcezza
i segreti ancor del cuore tuo materno.
Ci affida a te, Rifugio dei peccatori,
la Croce sua lasciando ed in Cielo entrando.

Maria, tu m’appari in vetta al Calvario,
presso la Croce, come all’altare il prete :
offri l’Emmanuele mite, Gesù,
così plachi la giustizia del Padre !
Madre addolorata, un profeta l’ha detto :
« Non c’è alcun dolore pari al tuo dolore ! ».
Tu resti in esilio, Regina dei martiri,
e del tuo cuore per noi dai tutto il sangue !

La casa di Giovanni è il tuo solo asilo :
supplisce Gesù di Zebedeo il figlio.
Questa notizia il Vangelo dà per ultima,
poi più non parla della Regina nostra.
Ma quel silenzio profondo, Madre amata,
non svela forse che il Verbo Eterno
vuole cantar Lui stesso i segreti di tua vita
stupire i tuoi figli, del Ciel gli eletti ?

Udrò io presto quella dolce armonia
nel bel Cielo presto verrò a vederti.
Al mattino di mia vita m’hai sorriso :
vieni e sorridimi, Madre, è già sera !
Non temo più la viva tua gloria eccelsa :
ho sofferto con te e ti domando adesso
di cantar sui tuoi ginocchi perché amo
sempre ridire che sono figlia tua !

La piccola Teresa…