Salvare le anime

Fu nella Cattedrale Saint Pierre di Lisieux che Teresa ricevette, al termine della messa in una domenica del luglio 1887, la grazia eucaristica della sua missione.

Nel chiudere il suo messalino, rimane colpita da un’immagine di Cristo in croce che scivola dalle pagine :

"Fui colpita dal sangue che cadeva da una delle sue mani Divine : provai un grande dolore pensando che quel sangue cadeva a terra senza che nessuno si desse premura di raccoglierlo, e decisi di tenermi in spirito ai piedi della Croce per ricevere la rugiada Divina che ne sgorgava, comprendendo che avrei dovuto, in seguito, spargerla sulle anime… Anche il grido di Gesù sulla Croce mi riecheggiava continuamente nel cuore : « Ho sete ! ». Queste parole accendevano in me un ardore sconosciuto e vivissimo… Volevo dar da bere al mio Amato e io stessa mi sentivo divorata dalla sete delle anime… Non erano ancora le anime dei sacerdoti che mi attiravano, ma quelle dei grandi peccatori : bruciavo dal desiderio di strapparli alle fiamme eterne…" (Manoscritto A, 45 v°)

La sua missione al Carmelo

Per essere veramente missionaria, Teresa si sente chiamata al Carmelo alla sequela di Santa Teresa d’Avila, sua « Madre », con il dono della sua vita e la preghiera che oltrepassa ogni frontiera. Come la Madre spagnola, « ella vuole dare mille vite per salvare una sola anima ».

Entrando al Carmelo, dichiara :

« Sono venuta per salvare le anime e soprattutto a pregare per i sacerdoti »

« Amare Gesù e farLo amare » diventa sempre più il fine di tutta la sua vita."

E’ lieta quando le vengono affidati due fratelli spirituali da aiutare nel loro ministero :

abbé Bellière
abbé Bellière

-*il Reverendo Maurizio Bellière, seminarista di ventuno anni, chiede l’aiuto di una carmelitana per sostenere la sua vocazione. Sarà un Padre Bianco e partirà per il Niassa (l’attuale Malawi). Ritornerà in Francia e nel 1907, a trentatre anni, morirà, ricoverato, al Bon Sauveur di Caen. Teresa lo aiuterà molto nella sua corrispondenza. Gli scriverà undici lettere importanti ;

abbé Roulland
abbé Roulland

-*Padre Adolfo Roulland, delle Missioni Estere di Parigi, partirà per il Su-Tchuen in Cina ; corrisponderà anche lui con Teresa, dopo una delle sue prime messe che celebra al Carmelo ed un colloquio con Teresa. Ella gli scriverà sei lettere. Morirà in Francia nel 1934.

Entrambi consentiranno a Teresa di dilatare i suoi orizzonti sul mondo. Ammalata, « camminerà per un missionario ».

I « desideri infiniti » che la fanno soffrire durante la preghiera la spingono a voler :

« Percorrere la terra (…) annunciare il Vangelo nelle cinque parti del mondo e fino alle isole più lontane… Vorrei essere missionaria non solo per qualche anno ma vorrei esserlo stata fin dalla creazione del mondo ed esserlo fino alla consumazione dei secoli… » (Ms B, 3 r°)

La sua missione in Cielo

Questo desiderio si intensificherà fino sul suo letto d’agonia nella speranza di essere ancora missionaria dopo la morte :

« Conto proprio di non restare inattiva in Cielo, il mio desiderio è di lavorare ancora per la Chiesa e per le anime. Lo chiedo al buon Dio e sono certa che mi esaudirà. » (LT 254).

« Sento che la mia missione sta per iniziare, la mia missione di fare amare il buon Dio come lo amo io, di donare la mia piccola via alle anime » (DE, 17.7)

« Voglio passare il mio Cielo a far del bene sulla terra. » (DE, 17.7)