Per una catechesi delle reliquie

o meglio un annuncio del vangelo attorno alle reliquie

Le reliquie ci rinviano a Teresa. Cercare di comprendere Teresa, vuol dire mettersi all’ascolto del modo in cui ella ha vissuto la fede. La sua vita è una testimonianza, il suo messaggio è illuminante, le sue attitudini sono liberanti, il suo discernimento pieno di equilibrio.

Ma venerando le reliquie, il pellegrino non si è appena ricordato di Teresa, ma ha incontrato Teresa stessa. Dice di vivere con lei un’esperienza personale, unica, spesso decisiva per la sua vita. In un certo modo, il passato di Teresa non gli interessa perchè lei è là « nel presente », nell’oggi, e che questa presenza preannuncia ciò che il pellegrino sarà domani. Per questo una catechesi prima, durante e dopo il passaggio delle reliquie è indispensabile, perchè la passione di Teresa è di fare amare Gesù. L’attualità di Teresa crea uno spazio che ci mette davanti al senso della nostra personale attualità : ella apre sulla presenza del Risorto oggi.

Teresa non può essere compresa che mettendosi con lei alla scuola di Gesù.

Il punto di partenza della catechesi è di porre la questione sul « SENSO » delle reliquie.

Evitare due rischi « in-sensati »

Dapprima il partito preso « razionalista » : la venerazione delle reliquie è un comportamento arcaico, che ha condotto, nella storia delle religioni, a delle assurdità (cf. l’opera di Calvino). I centri di pellegrinaggio si sono azzuffati per avere le reliquie, ne hanno create, ne fatto fatto commercio, ecc.

L’uomo, schiacciato dalla sua condizione, dalla paura della sofferenza e della morte, ha bisogno di protestare contro chi l’ha schiacciato. Si rifugia in comportamenti magici, che lo proteggono e gli permettono di sopravvivere. La scienza oggi fa luce su tutte queste attitudini che sono prodotte dalla potenza dell’inconscio. Molti fenomeni fuori dal comune che sono accaduti in passato, hanno trovato spiegazioni scientifiche. Quelli che non sono stati spiegati oggi, lo saranno domani.

Questo partito preso, rifiuta in partenza di considerare i fatti in loro stessi. A priori, vede nelle reliquie ingenui inganni, sfruttamenti, debolezza dello spirito umano.

L’atteggiamento opposto è quello di evitare ogni spirito critico. Le reliquie « fanno bene », « funzionano » sono un « talismano » che protegge ; il soprannaturale è visto come una forza radioattiva che, senza che la si veda, agisce. Bisogna compiere un certo numero di atti, senza tralasciarne alcuno e il risultato seguirà. Le medaglie, il reliquiario, le preghiere ne sono il passaggio obbligato. Per essere più sicuri, bisogna aggiungervi san Benedetto o qualche altro taumaturgo potente. La storia concreta di Teresa e il suo ideale sono lontani da tutto ciò.

Tra i due, c’è pertanto un cammino di « senso » (pieno di senso)

E’ quello dell’itinerario spirituale : proporre la testimonianza di Teresa, le diverse tappe della sua vita, le domande, le scoperte, il punto di partenza, il senso che lei ha dato alla sua vita. E’ la proposta della fede. Teresa non insegna, non sviluppa concetti ; vive un’esperienza spirituale (ella non parla che per rispondere a domande che le sono rivolte : Ms A e C, o suggerite : Ms B). Non scrive per avere discepoli, ma pensa che il suo cammino possa aiutare « molte anime » a trovare il loro. Ciò che Teresa ci offre, non è tanto un pensiero teologico su sé stessa, ma degli espedienti per trasformare ciò che noi viviamo in un’esperienza spirituale. L’ultimo testo che ha scritto (il 25 agosto 1897, sul retro di un’immagine) la riassume : « Non posso temere un Dio che per me si è fatto così piccolo… Lo amo !… perchè non è che Amore e Misericordia ! ».

Quando si interrogano i pellegrini, è il cuore di questo messaggio che li tocca, qualunque sia la loro età, cultura, nazione e anche religione. « Dio Amore » è la base di tutto, anche quando « la notte della fede » può invadere la coscienza del credente.

Parlare di esperienza personale, è parlare della vita « secondo lo Spirito ». Colui che ha agito nella vita concreta di Teresa, nella sua persona, si dona anche a noi, quando ci apriamo alla Sua presenza, in risposta al richiamo che provoca in noi la venerazione delle reliquie. L’incontro con Teresa ci rende possibile, se lo vogliamo, l’incontro con Colui che è stato l’Amore della sua vita.

Le manifestazioni attorno alle reliquie sorprendono perchè sembrano appartenere alla « religione popolare » (perchè questa espressione è intesa in senso restrittivo ?). La religione del « popolo di Dio » non fa parte di quella « teologia in azione » che ama Giovanni Paolo II ? In definitiva è « linguaggio su Dio, sul rapporto tra Dio e l’uomo ».

La liturgia si apre bene a questa catechesi perchè è anch’essa un cammino simbolico, che parla a tutti i sensi e non solo all’intelletto. In tutto ciò che viene organizzato attorno alle reliquie, non dimentichiamo che è sempre la liturgia il tempo forte poichè centrata sui sacramenti della Chiesa di Cristo e sulla Parola di Dio. E’ questo tempo che produce nel cuore dell’uomo ciò che Paolo chiama « i segni dello Spirito » : pace, gioia, conforto, riconciliazione, capacità di sopportare la prova.

Nei differenti paesi in cui sono passate le reliquie, si assiste alla medesima constatazione : i movimenti di conversione (la « metanoia »), vale a dire il superamento di ciò che si è, di ciò che si pensa, di ciò che si vive, verso una fiducia, non più fondata sulla sola ragione umana, ma su ciò che la ragione si fonda (il senso dato per fede alla nostra vera avventura umana). E’ l’apertura a un’esperienza personale della trascendenza (fuori dalle sole possibilità umane), che sorge nel concreto dell’esistenza (l’immanenza) : il Risorto, che è stato il cuore della vita di Teresa, è il cuore della vita del credente.

I luoghi di pellegrinaggio sono sovente i catalizzatori che permettono questa esperienza. Tutto questo era nella mia vita, ma i segni mi hanno parlato. « Tu ci hai fatto per Te, Signore, e il nostro cuore è senza riposo, finchè non riposa in Te ».

A Lisieux, i differenti luoghi teresiani (i Buissonnets, la Cattedrale San Pietro, il Carmelo, la Basilica) sono spesso i veicoli di questi momenti. E’ possibile « sperimentare » i segni (i sacramenti) della fede e di incontrare, tramite Teresa, Colui che è stato il cuore della sua vita.

Teresa, Dottore della Chiesa, ci offre una molteplicità di espedienti per sviluppare questa catechesi :

  • il posto che riserva ai sacramenti,
  • la Parola di Dio con cui ha un approccio eccezionale,
  • il senso della sua vocazione nella Chiesa,
  • i fatti della sua vita che testimoniano il suo legame con il Risorto,
  • la sua vita semplice e nascosta…

Fare arrivare le reliquie in un paese suppone :

  • un’azione preventiva : presentare la vita, il messaggio e il simbolismo che sviluppa Teresa,
  • una catechesi adattata al momento in cui « Teresa » è presente : celebrazioni collettive, tempi di preghiera, di venerazione, contatti individuali (dialogo, sacramento della riconciliazione, ecc.)
  • un’azione successiva per proseguire ciò che è stato fatto e per essere attenti a ciò che spunta dopo il tempo della semina.

Il grande « attore », è lo Spirito Santo, è lui che permette che una vita prenda il suo colore, diventi spirituale. (Anche le reliquie, tempo forte di ricordo, aprono a un futuro).