Omelia della messa di Beatificazione dei coniugi Luigi e Zelia Martin

Sua Eminenza, il Cardinale José Saraiva Martins

Prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi
Rappresentante di Sua Santità BENEDETTO XVI
in occasione della beatificazione dei Venerabili Servi di Dio
LUIGI MARTIN E ZELIA GUÉRIN
laici, coniugi e genitori

XXIX domenica del Tempo Ordinario
Giornata Mondiale delle Missioni
Basilica di Santa Teresa di Gesù Bambino, Lisieux, 19 ottobre 2008

Cardinal Jose Saraiva Martins
Cardinal Jose Saraiva Martins

Testimoni dell’amore coniugale

“… splendete come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita”
Fil 2,15d-16a

Venerabili confratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
Eminenti Autorità,
Cari pellegrini, fratelli e sorelle, in Cristo.

“Degni del cielo”

In Storia di un’anima, Teresa scriveva : Ah, perdonami, Gesù, se sragiono volendo ridire i miei desideri, le mie speranze che si dilatano all’infinito ! Perdonami e risana la mia anima donandole ciò che spera ! … (Ms B, 2v°). Gesù ha sempre esaudito i desideri di Teresa ; anche quello che aveva confidato in una lettera al Reverendo Bellière, e che molti conoscono ormai a memoria : Il buon Dio mi ha dato un padre ed una madre più degni del Cielo che della terra (LT 261).

Ho appena terminato il Rito di Beatificazione con il quale il Santo Padre ha iscritto, congiuntamente, nel Libro dei Beati questi due coniugi. Si tratta di una prima un’importante la Beatificazione di Luigi Martin e Zelia Guérin che Teresa definiva genitori senza pari, degni del Cielo, terra santa e come tutta impregnata di profumo virginale.

Il mio cuore rende grazie a Dio per questa esemplare testimonianza di amore coniugale, capace di stimolare le famiglie cristiane nella pratica integrale delle virtù cristiane come ha stimolato Teresa.

Mentre leggevo la Lettera Apostolica del Santo Padre, ho pensato a mio padre e a mia madre e vorrei, in questo momento, che anche voi pensiate al vostro papà ed alla vostra mamma ; insieme poi ringraziamo Dio per AVERCI CREATI e FATTI CRISTIANI attraverso l’amore coniugale dei nostri genitori. Se aver ricevuto la vita è una fatto meravigliosa, per noi cristiani è ancora più lodevole che i nostri genitori ci abbiano introdotti nella Chiesa, la sola capace di farci cristiani. Nessuno infatti può farsi cristiano per conto suo.

Figli della terra di Normandia, un dono per tutti

Tra le vocazioni a cui gli uomini sono chiamati dalla Provvidenza, il matrimonio è uno dei più nobili e dei più elevati. Luigi e Zelia hanno capito che potevano diventare santi non malgrado il matrimonio, ma attraverso e con il matrimonio, e che lo stesso matrimonio doveva essere considerato come il punto di partenza di una salita a due. Oggi la Chiesa non ammira soltanto la santità di questi figli della terra di Normandia, un dono per tutti, ma si riflette in questa coppia di Beati che contribuiscono a rendere più splendido e bello l’abito nuziale della Chiesa. Non ammira solamente la santità della loro vita, ma riconosce in questa coppia la santità eminente dell’istituzione dell’amore coniugale, come è stato concepito dal Creatore stesso. L’amore coniugale di Luigi e Zelia è un puro riverbero dell’amore di Cristo per la sua Chiesa, ma è anche un puro riverbero dell’amore rispledente, senza macchia, nè ruga, o alcunché di simile, ma santo e immacolato (Ep 5,27) del modo con cui la Chiesa ama Cristo, il suo Sposo. Il Padre ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nell’amore (Ef 1,4).

“Solo i violenti si impadroniscono del regno”

Luigi e Zelia hanno testimoniato la radicalità dell’impegno evangelico della vocazione matrimoniale, fino all’eroismo poiché dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza ed i violenti se ne impadroniscono (Mt 11,12). Coloro che sono violenti nei loro discorsi non sono i violenti che Dio cerca, né sono coloro che soffrono le torture. Sono coloro che fanno violenza a se stessi, che sono moderati, dolci e pacifici. I Martin non hanno avuto paura di far violenza a se stessi per rapire il regno dei cieli. Sono diventati così la luce del mondo che oggi la Chiesa mette sopra il lampadario perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa (Chiesa). Splendono davanti agli uomini perchè vedano le loro opere buone e rendano gloria al nostro Padre che è nei cieli. Il loro esempio di vita cristiana è come una città collocata sopra un monte che non può rimanere nascosta (Mt 5,13-16).

“Maestro, dacci il tuo parere”

Quale è il segreto del successo della loro vita cristiana ? Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che il Signore richiede da te : praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio (Mi 6,8). Luigi e Zelia, un uomo ed una donna che camminato umilmente con Dio alla ricerca del parere del Signore. Maestro, dacci il tuo parere. Ricercavano il parere del Signore. Erano assetati del parere del Signore. Amavano il parere del Signore. Si sono conformati al parere del Signore senza recriminare, senza discutere o peggio contestare. E per essere sicuri e certi di camminare nel veritiero parere del Signore, si sono sempre fidati del parere della Chiesa, maestra esperta in umanità, ed al suo insegnamento. Non c’è un aspetto della loro vita privata o pubblica che non sia in perfetta armonia con gli insegnamenti della Chiesa, tanto della loro epoca che della nostra.

“Dio, primo servito”

Per i coniugi Martin, quello che è di Cesare e quello che è di Dio era molto chiaro. Nessuna esitazione a mettere Dio al primo posto nella loro vita. Messer Dio è il primo servito, era il motto di Giovanna d’Arco e i Martin ne hanno fatto il motto della loro famiglia. È rilevante vedere come questa coppia si è sempre sottoposta alla volontà divina. Nella loro casa Dio era sempre il primo servito. Quando la prova raggiungeva la loro famiglia, la reazione spontanea era sempre l’accettazione della volontà divina. Se la signora Martin diceva spesso che Dio è il Maestro e fa ciò che vuole, il signor il Martin gli faceva eco ripetendo Dio è il primo servito. Hanno servito Dio soprattutto nel povero e non per uno slancio di generosità né per giustizia sociale, ma semplicemente perché il povero è Gesù. Servire il povero significava servire Gesù e rendere così a Dio quello che è di Dio : ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (Mt 25,34-40).

Un “Cielo popolato di anime”

Tra alcuni istanti proclameremo la nostra Professione di Fede che Luigi e Zelia hanno ripetuto tante volte alla Messa e soprattutto hanno insegnato ai loro bambini. Dopo avere confessato la santa Chiesa cattolica, il Simbolo degli Apostoli aggiunge la Comunione dei Santi.

Credevo, diceva Teresa, sentivo che c’è un Cielo e che questo Cielo è popolato di anime che mi amano, che mi considerano come loro figlia… (Ms B 2v°). In questo cielo popolato di anime - come dice Teresa - che ci amano oggi possiamo contare ormai i Beati Luigi e Zelia, e possiamo per la prima volta invocarli : pregate Dio per noi. Vi prego : amateci, considerateci come i vostri figli. Amate la Chiesa intera come avete amato i vostri figli. Considerate te le nostre famiglie e i loro bambini come se fossero i vostri.

  • Luigi e Zelia sono un dono per i giovani fidanzati per il coraggio che hanno manifestato obbedendo alla Chiesa anche quando questa gli domandava di andare contro corrente, contro tendenza. Non hanno avuto timore delle parole come purezza, castità o verginità, non hanno bruciato le tappe, hanno vissuto, anche se per breve tempo, un fidanzamento rispettoso della volontà di Dio e dell’insegnamento della Chiesa.
  • Luigi e Zelia sono un dono per gli sposi di qualsiasi età per la stima, il rispetto e l’armonia con i quali si sono amati reciprocamente per 19 anni. Zelia scriveva : Non posso vivere senza te, mio caro Luigi. E lui le rispondeva : Tuo marito e amico che ti ama per la vita. Entrambi hanno vissuto con eroismo le promesse matrimoniali di fedeltà dell’impegno, d’indissolubilità del legame, di fecondità dell’amore, nella felicità e nella prova, nella salute e nella malattia.
  • Luigi e Zelia sono un dono per i genitori per l’abnegazione evangelica con la quale, di comune accordo, vollero numerosi figli da offrire al Signore. Veri ministri dell’amore e della vita, hanno ricercato la fecondità come servizio. Come un sacerdote serve la chiesa. Tutti noi ammiriamo Teresa, figlia incomparabile di questa coppia, capolavoro della grazia di Dio, ma anche capolavoro del loro amore per la vita e per i figli.

Modello esemplare di famiglia missionaria

Infine rendo grazie a Dio, in questa 82a Giornata Mondiale delle Missioni, poiché Luigi e Zelia sono un modello esemplare di famiglia missionaria. Ecco la ragione per la quale il Santo Padre ha voluto che la beatificazione si avveri in questo giorno così caro alla Chiesa universale, come per unire Luigi e Zelia alla discepola Teresa, loro figlia, proclamata Patrona delle Missioni e Dottore della Chiesa.

Le testimonianze delle figlie Martin sullo spirito missionario che regnava nella loro famiglia sono unanimi e sorprendenti : I miei genitori si interessavano molto alla salvezza delle anime… Ma l’opera di apostolato più osservata nella nostra casa era la Propagazione della Fede per la quale, ogni anno, i nostri genitori facevano un’importante offerta. Per questo zelo delle anime desideravano inoltre avere un figlio missionario e delle figlie religiose. (Positio, vol. II, p. 972).

Recentemente, il cardinale Dias, Prefetto della congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli (Propagande Fide) scriveva : Per un discepolo di Cristo, annunciare il Vangelo non è un’opzione ma un comandamento del Signore… Un cristiano deve considerarsi in missione (…) per diffondere il Vangelo in ogni cuore, in ogni casa, in ogni cultura (Conférence di Lambeth, 23 luglio 2008).

Fratelli miei, possano le vostre famiglie, le vostre parrocchie, le vostre comunità religiose di Normandia, di Francia… e del mondo intero, essere anche famiglie sante e missionarie, come lo fu quella dei Beati coniugi Luigi e Zelia Martin. Se questa sera osserverete il cielo, accanto al nome di Teresa, splenderanno anche i nomi del suo papà e della sua mamma. Amen.